Irene Comiti
Nel primo appuntamento abbiamo esaminato i veicoli dell'Open Innovation. In questa seconda tappa analizziamo la finanza dell'innovazione e il funzionamento del Venture Capital (VC), ovvero il capitale di rischio dedicato alla crescita di imprese ad alto potenziale tecnologico.
In ambito economico-finanziario, una startup non è una grande azienda su scala ridotta, ma un'organizzazione temporanea progettata per ricercare un modello di business scalabile, replicabile e sostenibile in condizioni di elevata incertezza.
Il ciclo di vita di una startup si sviluppa attraverso fasi progressive:
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Fase Iniziale (Pre-Seed e Seed): focalizzata sulla validazione del problema, sullo sviluppo del prototipo (MVP) e sul raggiungimento del Product-Market Fit. I finanziamenti provengono da fondi propri (Bootstrapping), reti personali (Family & Friends), investitori privati (Business Angel) o acceleratori
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Early Stage (Series A e B): incentrata sull'acquisizione di quote di mercato, sulla crescita dei ricavi e sull'organizzazione dei processi industriali. In questo stadio intervengono i fondi di Venture Capital istituzionali e i veicoli societari
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Maturità ed Exit (Series C+ e Growth): orientata alla redditività operativa, all'espansione internazionale e alla preparazione di operazioni straordinarie (M&A o quotazione in Borsa)
I fondi di Venture Capital operano tipicamente su un orizzonte temporale di 10 anni. La società di gestione (General Partner) raccoglie risorse da investitori istituzionali e privati (Limited Partners). La struttura di remunerazione standard si basa sul modello "2 e 20":
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2% annuo di commissioni di gestione (Management Fee): a copertura dei costi operativi del fondo
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20% della quota di profitto (Carried Interest): riconosciuta ai gestori al superamento di una soglia minima di rendimento per gli investitori
Gli investimenti VC seguono la regola di distribuzione di potenza (Power Law) per la quale all'interno di un portafoglio di 20-25 partecipate, solo 1 o 2 operazioni genereranno la gran parte del rendimento totale, compensando le performance più modeste delle altre. L'affiancamento tra un investitore finanziario e un partner industriale offre dunque vantaggi integrati in quanto la certezza delle risorse economiche si unisce alle competenze tecniche, alle reti commerciali e alla capacità di validazione tecnologica fornite dall'industria di settore.
Spazio alla community
Quali fattori ritenete prioritari nell'accostare l'attività industriale di un'azienda agli investimenti in capitale di rischio? Condividete la vostra analisi nei commenti.
Di cosa parleremo nel prossimo appuntamento?
Nel terzo episodio analizzeremo il Corporate Venture Capital (CVC): le strutture societarie e i modelli di governance utilizzati dalle grandi aziende per gestire investimenti azionari diretti.
